Edizione 2011

L’edizione del 2011 del concorso nazionale di scrittura creativa Scrivoanchio.it alla Casa Rossa di Alberobello è stata caratterizzata da un forte messaggio di legalità, impegno sociale e memoria storica, grazie soprattutto al coinvolgimento di figure chiave come Don Aniello Manganiello e la scrittrice e attivista Giulia Basile

Il campus e le attività di quell’anno si sono svolti seguendo una precisa dinamica etica e letteraria:

Il ruolo di Don Aniello Manganiello:
Testimonial della Legalità

Don Aniello Manganiello, storico parroco di frontiera ed emblema della lotta anti-camorra a Scampia, è stato il testimonial sociale dell’intera iniziativa.

utriti dell’atmosfera densa di storia di questo luogo della memoria di Alberobello.

Scrittura e riscatto: La sua presenza alla Casa Rossa ha trasformato i laboratori di scrittura in veri e propri momenti di educazione civica e riflessione sulla legalità. Don Aniello ha lavorato con i venti ragazzi finalisti spiegando come la parola e la scrittura possano essere potenti strumenti di riscatto sociale contro la criminalità.

  • La finalità solidale: Il legame con il sacerdote è stato concreto; i proventi derivati dalla vendita dell’antologia dei racconti scritti dai ragazzi del concorso sono stati interamente devoluti per finanziare le sue attività parrocchiali a Scampia, in particolare per l’acquisto di un pulmino per i giovani dell’oratorio.
  • Il contributo di Giulia Basile: Letteratura e Impegno Civile

La scrittrice e saggista Giulia Basile ha arricchito i laboratori della settimana offrendo il suo prezioso contributo didattico ed etico. Da sempre impegnata sui temi dei diritti, della cittadinanza attiva e della memoria storica, la Basile ha guidato i ragazzi nell’esplorazione della scrittura intesa come testimonianza civile. I giovani scrittori hanno potuto confrontarsi con lei sul valore delle storie personali all’interno dei contesti storici e locali complessi, un approccio che si sposa perfettamente con lo spirito del luogo ospitante.

La cornice della Casa Rossa come simbolo di Memoria

La scelta della Casa Rossa (all’epoca al centro di accorati appelli per la sua salvaguardia) non è stata casuale. Essendo stata in passato un campo di concentramento, la struttura ha fatto da perfetto amplificatore ai temi trattati durante il campus: la memoria della Shoah, l’inclusione, il rifiuto della violenza criminale e il valore della libertà. I laboratori di scrittura dei ragazzi si sono quindi n